Basket per strada? Si può fare grazie all’immondizia

Lo sport per educare? Si è sempre detto che le discipline sportive formano e, in questa occasione, educano anche chi non le pratica normalmente.

Raccogliere l’immondizia? È divertente

Cosa serve per giocare a basket? Prima di tutto un canestro ed ecco che i cestini dell’immondizia vengono immediatamente trasformati in canestri. Grandi città, da Bari a New York, hanno deciso di trasformare ogni singolo elemento dell’arredo urbano in divertimento. Ma basta veramente un bidone per trasformare la strada in un campo da basket?

I designer di mezzo mondo si stanno dando da fare, per trasformare in ludico ogni elemento, e non solo per i bambini, ma amnche per gli adulti che si lanciano in esibizioni niente male. A Livorno, ad esempio, il comune, insieme da Aamps (Azienda Ambientale di Pubblico Servizio), hanno realizzato un progetto per spingere la gente a buttare l’immondizia nei bidoni, divertendosi.

Il progetto si chiama “Rifiuti a Canestro” e ha ottenuto un gran successo, tanto che l’intento è quello di rendere l’iniziativa una costante. Il comune di Bari replica e, insieme alla Federazione Nazionale di Pallacanestro, trasforma i bidoni in canestri con tanto di segnaletica e cartelli che spingono al gioco: “Questa non mancarla”, “L’obbiettivo è possibile” o “Vietato sbagliare”.

Strasburgo un grande campo di basket

A Strasburgo l’evento ha preso dimensioni gigantesche. Grazie alla collaborazione di Démocratie Créative i cesti sono stati trasformati in veri canestri da basket con relativo campo disegnato per arrivare a tirare, ma il canestro non è altro che la fine di un percorso ad ostacoli, sempre disegnati a terra. In questo caso il gioco assume risvolti veramente interessanti: forse tra questi cittadini che si divertono per strada si cela qualche campione? Vogliamo scommettere? Per farlo visualizza qui.

Il progetto in questione si chiama Spielplatz Democracy e non ripropone solo il basket per le vie della città, ma anche altri sport. Il fine del progetto lo spiega proprio Florian Rivière, co-fondatore di Démocracy Créative:  ” Al giorno d’oggi, la vita della città potrebbe essere riassunta in tre parole: i pendolari, il lavoro, il sonno. La città è una vera e propria argilla con la quale siamo in grado di giocare, è importante prendere tempo per osservare e immaginare cosa altro si può offrire a tutti noi! Dobbiamo semplicemente trasformare lo spazio pubblico in spazio vitale. Il programma Spielplatz ci permette di trasformare lo spazio pubblico in un vero e proprio parco giochi con l’arredo urbano“.

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